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L'OMS dichiara la Fase 6

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato oggi ufficialmente la fase 6, livello di massimo allerta per la pandemia. I nostri lettori abituali sanno di cosa si tratta, per gli altri c'è tutto il sito a disposizione.


Vedremo cosa si inventeranno adesso organi di stampa ed esperti italiani.
Vi raccomandiamo solo di seguire la realtà.

Un appello agli esperti che scorrono nei media italiani

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leggi le risposte all'appello, rispondi anche tu


Nel mirino de "il Giornale" adesso c'è l'OMS: "Pandemie, i flop dell’Oms che ci costano un occhio!" è il titolo del 10 Maggio 2009. Niente di nuovo.
Nei giorni scorsi avevamo letto "l'Espresso" su posizioni analoghe e anche sul resto della stampa il giudizio di insofferenza e fastidio nei confronti dell'OMS supera di gran lunga l'interesse per la notizia vera e cioè che "qualche cosa di più di un rischio di Pandemia" si sta effettivamente realizzando nel mondo (1).

Nessun giornale italiano ha condotto una qualche inchiesta sulla capacità del nostro sistema di allerta; capacità di efficienza ed efficacia che cominciamo ad analizzare nel percorso di lettura dei nostri "scenari dalla periferia" (2).
appello10
A nessuno interessa "interpretare" il vuoto di informazione che abbiamo sulla situazione nei Paesi del terzo mondo e la ricaduta che questo colpevole vuoto di conoscenza avrà sulla diffusione della pandemia, anche in termini di mortalità per i Paesi ricchi.

Chiunque dovrebbe essere in grado di capire il significato della parola pandemia e invece, a leggere i giornali italiani, sembra che tutto dipenda dai capricci dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Più di una volta Il giornalismo italiano è stato al centro di dure polemiche.
Si è detto: si occupa prevalentemente di "analisi politiche" e dimentica di fare il mestiere principale per cui è nato, "raccontare i fatti". Ma in questo caso la disinformazione è davvero tutta responsabilità dei giornalisti italiani?

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Quel che ci sembra caratterizzare questa vicenda è la comunicazione elaborata dagli esperti che scorrono innanzi ai media italiani.
Forse che gli esperti italiani non leggono il "New England Journal of Medicine"? (3)
Forse gli esperti italiani che non si fidano dell'OMS non leggono neppure "The Lancet"? (4)
Forse gli esperti italiani che collaborano alla Cochrane non hanno il tempo di leggere la Cochrane cui collaborano? (5)
Forse gli esperti italiani considerano oltre che l'OMS e il CDC anche l'ECDC organizzazioni in pugno a un manipolo di capricciosi turbatori dei nostri riposi notturni?


Della maggior parte degli esperti che scorrono nei media preferiamo non dire nulla. Abbiamo sentito le parole del sottosegretario alla sanità con meno rabbia di quella provata ascoltando le frasi utilizzate da questi esperti.
Il sottosegretario è un politico e la politica, in modo davvero bipartisan, come si sa, cerca di piegare la verità ai suoi interessi. Ma gli esperti?

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In queste settimane abbiamo avuto però spesso un senso di malessere, più che di rabbia, per la modalità con cui personaggi del calibro di Umberto Veronesi, Silvio Garattini o Tomas Jefferson hanno rassicurato gli italiani circa questa emergenza che stiamo vivendo.

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Piuttosto che "fare le pulci all'OMS" oggi ci prendiamo una libertà diversa e ci rivolgiamo alla coscienza scientifica degli esperti.
Chiediamo loro di fare un esame di coscienza e di autoanalizzare la ragione di questa sostanziale disinformazione che unifica il loro messaggio a quello dei media italiani.
Perché in questo momento gli esperti italiani parlano un linguaggio completamente diverso da quello degli esperti di tutto il mondo?

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Sul sito internazionale della Cochrane c'è un buon intervento di Tomas Jefferson (6) registrato in italiano. Perché Tomas Jefferson non ha detto le stesse cose quando è stato intervistato su Radio Tre? (7)
Perché piuttosto che centrare il principale obiettivo che quella trasmissione gli dava e cioè l'opportunità di fare informazione, spiegando tutto il significato delle sollecitazioni dell'OMS, si è occupato soltanto di soffermarsi su un aspetto del problema, anche se estremamente importante (l'igiene delle mani), dimenticando di parlare dell'importanza di tutti i dispositivi di protezione individuale?
Non basta fare le revisioni sistematiche bisogna aggiungere, quando se ne ha l'opportunità, che anche in Italia occorre, come in tutti i Paesi europei, acquistare milioni di maschere protettive, spiegare le ragioni di queste come di tutte le altre "misure di contenimento" individuali e di comunità sollecitate dall'OMS.

Le parole dello stesso Silvio Garattini o di Umberto Veronesi non sono state meno dolorose per noi. Ancora una volta non tanto per quello che hanno detto, ma per quello che hanno dimenticato di dire. Non basta dire che è inutile avere 40 milioni di dosi di antivirali, non basta affermare che "fase 5" non significa ancora pandemia, bisogna aggiungere, quando se ne ha l'opportunità, che è scandaloso che il nostro sistema di comunicazione sappia informare soltanto con allarmismi ingiustificati, in corso di normali epidemie influenzali (8), ed eccesso di minimizzazione, quando invece è l'OMS che dichiara lo stato di allerta per una pandemia.

Chiediamo agli esperti che scorrono sui media il perché di tutto questo. Lasciamo alla coscienza scientifica degli scienziatii che abbiamo citato in questo appello, ma anche a tutti gli esperti, operatori sanitari e scienziati italiani la libertà di rispondere alle nostre parole.
Avremmo altro da aggiungere sul conflitto di interesse che caratterizza l'informazione scientifica in Italia e che dovrebbe interessare tutti noi più dei presunti conflitti d'interesse OMS, ma non è il momento.

Con cordialità
WEBM.org

(1) WHO: Influenza A(H1N1) - 11 May 2009: 30 countries have officially reported 4694 cases of influenza A(H1N1) infection. Link
(2) Il percorso di lettura "scenari dalla periferia" è consultabile sul nostro sito da questo link
(3) H1N1 Influenza center, The New England Journal of Medicine, URL: http://h1n1.nejm.org/ link
(4) Pre-empting a pandemic—fact or fiction? The Lancet, Volume 373, Issue 9675, Page 1578, 9 May 2009 link
(5) Cochrane Reviews and other resources on the prevention and treatment of influenza (ultimo accesso il 9 Maggio 2009 a questo link)
(6) Tomas Jefferson, Special Podcast - beneficial effects of physical interventions (ultimo accesso, il 9 Maggio 2009 a questo link )
(7) Tomas Jefferson, Intervento a Radio Scienza di Radio Tre del 30 Aprile 2009 link
(8) Ileana Zagaglia, Non lasciamoci influenzare Jekill 1999, Aprile n° 2 link

Si può sottoscrivere il nostro appello inviando una e-mail a:
Salvo Fedele, pediatra via Galileo Galilei 99, 90145 Palermo,
tel +39091201553, email: salvo.fedele@webm.org
coordinatore scientifico della

Iniziativa WEBM.org 2009 - Influenza A (H1N1) e Pandemia


Franco Dessì, medico di medicina generale via Montiferru 6, 09070 Narbolia (Oristano)
tel +39078357401, email: francdessi@tiscali.it
direttore responsabile del sito web della
Iniziativa WEBM.org 2009 - Influenza A (H1N1) e Pandemia

appello9

Ma ancor più di adesioni, quello in cui speriamo sono ragionamenti su quello che sta succedendo, con l'autorizzazione a pubblicarli sul nostro sito, che saremo lieti di far diventare anche il vostro.

Per mantenervi aggiornati sulle nostre attività consultate con frequenza, almeno settimanale il sito della
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a questo URL: http://webm.org/swineflu

appello3

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